Di Maio – I 20 miliardi all’Europa

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Il misfatto

Quando si parla di Europa, vengono fuori le cose più strane. L’Europa è da sempre il bersaglio dei populisti, che trovano in essa le ragioni delle difficoltà sperimentate dal proprio paese. Quando poi si parla di soldi, i populisti si accendono. Ed ecco un post e video del Ministro Di Maio a riguardo:



Il ministro, con la frase “non siamo più disposti a dare 20 miliardi all’Unione Europea” si riferisce al contributo al budget complessivo che ogni stato membro è obbligato a fornire.

Il punto è: sono davvero 20 miliardi? E quanti ne riceviamo in cambio sotto forma di investimenti?

Analisi

Se c’è una cosa che non manca in Europa sono i siti di statistica. Oltre ad Eurostat che rende disponibile una enorme mole di dati, è possibile trovare informazioni utili sul sito dell’Europarlamento.

Accedendo a quel link, troviamo uno strumento molto utile che ci mostra, stato per stato, quanto ognuno contribuisca al bilancio comunitario e quanto riceva in cambio. Vediamo l’Italia:

Soldi che l’Europa investe in Italia

Dunque, dati alla mano, l’Italia riceve dall’Europa 11.6 miliardi di €.

E quanti soldi diamo? Anche qui i dati sono molto chiari:

Soldi che l’Italia invia all’Europa

Quindi: l’Italia invia all’Europa quasi 14 miliardi di €. Il bilancio netto è negativo, cioè riceviamo 2.3 miliardi di € di meno. Vediamo quindi come ciò che dice il Ministro Di Maio sia una bugianon diamo 20 miliardi di € e, in ogni caso, ce ne ritornano indietro quasi 12 dei 14 che inviamo. Curioso infatti che su questo punto fosse “caduto” anche l’ex Presidente del Consiglio Renzi.

E gli altri stati come se la passano? In realtà molti degli stati “più forti”, come Germania, Francia e Italia hanno bilancio in negativo: la Francia per 8.2 miliardi e la Germania per 13.2.

Conclusioni

  • E’ vero che diamo all’Europa 20 miliardi di € l’anno? NO, sono molti di meno e ne riceviamo quasi la stessa quantità con un difetto di poco più di 2 miliardi.

Forse dovremmo preoccuparci di più di come spendiamo i fondi europei, spesso sperperati a pioggia in molti progetti senza capo né coda.